Descrizione Progetto

Diagnostica per immagini, 2D e 3D

La radiografia endorale ,la panoramica e la teleradiografia sono esami di routine , fondamentali per effettuare una corretta diagnosi in qualsiasi branca dell’odontoiatria.
In alcuni casi risulta indispensabile il ricorso ad esami radiologici più specifici. Il nostro studio si è attrezzato con un apparecchio Cone bean (TAC dentale), che ci fornisce informazioni decisamente più dettagliate sulla anatomia tridimensionale degli elementi dentali, sulle strutture che li circondano e, soprattutto in caso di inserimento di impianti, sul volume tridimensionale della cresta ossea residua.

Per effettuare tutti gli esami radiodiagnostici utilizziamo oggigiorno strumenti digitali che, rispetto alle attrezzature tradizionali emettono una minor dose di radiazioni e forniscono delle immagini più nitide e dettagliate.

Riabilitazioni estetiche / protesiche

La riabilitazione protesica di un settore anteriore deve prendere in considerazione non solo l’utilizzo di materiali in ceramica integrale ideali per ottimizzare l’aspetto estetico, ma deve prevedere anche la valutazione di principi estetici ben precisi che consentano di integrare i restauri con le strutture periorali. A tale scopo l’analisi relativa alle caratteristiche del viso, alla dinamicità delle labbra in rapporto ai denti, pur rappresentando solo una parte del complesso di procedure necessarie alla finalizzazione estetica ottimale, costituisce tuttavia l’indispensabile punto di partenza della riabilitazione protesica. Il piano di terapia ideale prenderà in esame ovviamente l’esame della struttura dei denti residui per valutare l’effettiva possibilità che possano costituire ancora un valido substrato per i nostri restauri.

Oggigiorno lo sviluppo tecnologico ha consentito di avere a disposizione una varietà di materiali ceramici integrali che consentono di raggiungere risultati estetici eccellenti e contemporaneamente decisamente affidabili nel tempo, sia nel settore anteriore che posteriore.L’utilizzo di faccette e corone in ceramica integrale di spessori sottilissimi, grazie anche all’applicazione corretta delle tecniche di cementazione adesiva, consentono di raggiungere risultati straordinari con ottime probabilità di successo d che superano i 20 anni.

La necessità di posizionare impianti nel settore anteriore per sostituire elementi dentali compromessi o elementi mancanti comporta una serie di valutazioni molto importanti da effettuare prima di intraprendere il trattamento. Infatti, se il piano terapeutico non venisse adeguatamente eseguito, vi è un alto rischio di non ottenere un risultato estetico soddisfacente a causa di inopinate recessioni dei margini gengivali e formazioni di triangoli neri tra i denti dovuti a migrazioni apicali delle papille interdentali. Il ricorso a tecniche rigenerative ed al posizionamento di innesti di tessuto connettivale in aggiunta all’inserzione degli impianti garantisce in mani esperte e capaci una notevole riduzione di questo rischio con risultati estetici predicibili sia in casi di sostituzione di un singolo elemento, come anche nei casi di riabilitazione dell’intero sestante anteriore. L’obiettivo del protesista dovrà essere in ogni caso quello di cercare di ottimizzare la disposizione e contorno dei 6 denti anteriori mantenendo un’adeguata dominanza degli incisivi centrali superiori così come una perfetta armonia con le strutture circostanti come labbra e viso del paziente

I miglioramenti a cui abbiamo assistito negli ultimi anni nel campo odontoiatrico, sia nel campo delle tecniche che dei materiali, ha comportato un progressivo miglioramento della qualità dei lavori da parte di molti odontoiatri. Ciononostante il dentista ancora oggi si vede impegnato nel sostituire lavori protesici incongrui realizzati anni addietro con tecniche convenzionali. Modalità terapeutiche ,queste, che hanno causato al paziente una notevole mutilazione di struttura dentale, un eccessivo ed inutile coinvolgimento di elementi dentali e, devitalizzazione in massa di tutti i denti. Pratiche, tutte queste, piuttosto comuni nei tempi passati. Come accennato, il maggior controllo del paziente da parte del professionista e l’aumentata presa di coscienza del paziente riguardo alla necessità di un periodico e sistematico ceck-up odontoiatrico, hanno ridotto drasticamente il numero di soggetti che necessitino di riabilitazioni protesiche dovute a multiple ed estese carie destruenti, come avveniva comunemente in passato. Oggigiorno la riabilitazione protesica si rende necessaria, nella maggior parte dei casi, per importanti fenomeni di usura dentale legati a: serramento e digrignamento dei denti, abrasione per scorretto uso di spazzolini o dentifrici e soprattutto a fenomeni di erosione chimica legati a disturbi alimentari, modifiche della dieta con incorporazione di cibi e bevande acide, reflusso gastro-esofageo ed altro ancora. In tutti questi casi si verifica purtroppo un’importante perdita di sostanza dentale che oggi è possibile reintegrare in maniera ideale grazie a nuove tecniche, di una invasività talmente ridotta, da non necessitare spesso dell’uso dell’anestetico. Il posizionamento su tutti gli elementi dentali di sottilissimi restauri parziali in ceramica, di varie forme e dimensioni, cementati con moderne tecniche adesive, consentono di ristabilire una nuova e perfetta morfologia dentale, che assicurano un completo ed entusiasmante ripristino, sia estetico che funzionale (MIPP).

Nei casi in cui non sia possibile mantenere denti naturali come supporto per il trattamento protesico, o nel caso in cui il paziente risulti già edentulo e voglia sostituire la protesi rimovibile con una fissa, il ricorso al posizionamento implantare permette, inserendo un numero adeguato di impianti, di riabilitare intere arcate. La riabiltazione protesica potrà essere costruita con diverse modalità risultando ispezionabile se fabbricata con un sistema avvitato che consenta l’eventuale rimozione e controllo di uno specifico sito implantare, oppure adottando un sistema cementato così da simulare esattamente quella che è la modalità utilizzata nei casi di riabilitazione sui denti naturali. In caso di sostanziale riduzione del volume della cresta ossea residua si può ricorrere, nella costruzione del lavoro protesico, all’utilizzo di flange in ceramica o resina rosa che rappresentano un utile compensazione alla mancanza di volume osseo.

La riabilitazione protesica completa della bocca potrà presentare a volte una contemporanea presenza di un’arcata restaurata interamente su denti naturali che si contrapponga all’arcata antagonista riabilitata sfruttando, di contro, un supporto completamente implantare. Non è buona regola invece solidarizzare pilastri implantari a denti naturali contigui in quanto la presenza del legamento parodontale in questi ultimi contrasterebbe con la rigidità del sistema implantare che verrebbe così sovraccaricato in maniera inopportuna.

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